martedì 30 ottobre 2007

Una storia un po' così (cazzeggiando 2)

Non è una storia di un fiume lungo, dovrei immedesimarmi troppo e si sa che per diventare fiumi non basta fare un corso...d'acqua.
Forse non è neanche una storia, è che avevo voglia di scrivere un po' di cagate, così scriverò a braccio o abbraccio, per darvi un po' d'affetto, o meglio scriverò a dita, o con dita, sperando che la storia non risulti insapore.

Scrivo senza un copione da seguire, perché se seguissi il copione, mi ritroverei a scrivere le stesse mie cose che il copione mi ha appena copiato. E questo è chiaro! Come disse il nero mentre la moglie partoriente cercava di spiegargli le origini del figlio.

Un uomo importava materiale dall'estero, ma siccome non importava a nessuno, questa storia non è mai stata raccontata.
Un uomo aveva i capelli sempre sporchi di polvere nonostante li tagliasse a spazzola.
La moglie apparteneva a una frangia estrema, talmente estrema che le copriva gli occhi e il naso. Il babbo e la mamma erano dei bovini con le corna molto intelligenti. Si dice in giro che li chiamassero i GeniTori.
Tutto d'un trotto arrivò un cavallo, il fantino era al centro e il cavallo alato. Il fantino si chiamava Salvo, detto anche "faccio un backup". Amava vagare eccitato nel bosco gridando allupo allupo. Aveva un intrigo con la compagna filosofa di Diabolik, tale Eva Kant, soprannominata "la vuota" da amici napoletani. Una sera Diabolik tornò da un colpo (in pratica era un rinculo) più presto del solito e il fantino dovette scappare a gambe levate...solo col tronco! Il tronco era pesante e molto spesso, non sempre, ma molto spesso e il povero fantino collassò. Nel frattempo il cavallo alato chiamò lo sceneggiatore perché voleva un ruolo più centrale nella storia e lo sceneggiatore si lasciò andare ad uno scatto d'iran, correndo verso il medio oriente. Il marito e la moglie iniziarono allora a nascondere i maglioni di lana per evitare un'altra guerra del golf. Il tempo fuori era sereno, sapeva di aver fatto il suo dovere, e quando il tempo ha fatto il suo dovere, è sereno.
Lo sceneggiatore era piuttosto agitato, st'ordito direi, infatti aveva perso del tutto la trama e non sapeva come chiudere questa cazzo di storia. Ci voleva un colpo di scena, ma diabolik era impegnato e allora decise di chiuderla così, con il più classico dei finali, senza star lì a tirarla per le lunghe, toccò la lunga stoffa che oscurava la finestra ed esclamò: "Teeend".

Giudizio dei critici:
Una storia che lascia il tempo che trova, cioè se c'è il sole lascia il sole, se piove lascia la pioggia.
Notizie Meteo:
Venti bocciati sul tempo orale, hanno avuto problemi con le domande a raffica.
Freddure:
Un orso bruno dice a un orso bianco: "ma che cazzo di sapone usi?".

mercoledì 17 ottobre 2007

Che vacanze amisci!

Beh, avendo ripreso il mio computer con foto e video dopo ben 3 mesi di attesa,non posso tralasciare questa chicca.
Che vacanze amisci, tra le più divertenti che abbia mai fatto, ogni sera un grande numero di cabaret.
E allora anche se un po' datate, ricordando una vecchia sagra...
Diciamolo tutti insieme: BOMBA ...

Don't try this at home (in macchina si).

lunedì 8 ottobre 2007

Schiuma Vs Polvere.

Detta così sembrerebbe una scelta tra due detersivi per un trattamento smacchiante, invece son qui a parlarvi della fantastica iniziativa tenuta proprio stamane dal mio nuovo coinquilino.
"Adotta un fratellino per il tuo Omino di Polvere".
Così stamattina alle ore 7, prima di uscire per andare al lavoro, dall'alto del suo genio, ha deciso di metter su la lavatrice usando il detersivo dei piatti. Immagino anche che ne abbia usato la stessa quantità di un normale detersivo liquido, perché quando alle 8 son entrato in cucina per la colazione, ho trovato un omino di schiuma che aveva già messo su il caffè, e mi faceva gentilmente segno di accomodarmi sull'unica sedia rimasta immacolata.
_"Io prendo un cappuccino grazie, con tanta schium..."
Inutile dire che son stato costretto a far cadere un paio di madonne, ma il pavimento era scivoloso, non è stata colpa mia.

Torno a casa, stasera mi sente.
E come dicono a Roma: "Va' a magna' er sapone!"