Non è una storia di un fiume lungo, dovrei immedesimarmi troppo e si sa che per diventare fiumi non basta fare un corso...d'acqua.
Forse non è neanche una storia, è che avevo voglia di scrivere un po' di cagate, così scriverò a braccio o abbraccio, per darvi un po' d'affetto, o meglio scriverò a dita, o con dita, sperando che la storia non risulti insapore.
Scrivo senza un copione da seguire, perché se seguissi il copione, mi ritroverei a scrivere le stesse mie cose che il copione mi ha appena copiato. E questo è chiaro! Come disse il nero mentre la moglie partoriente cercava di spiegargli le origini del figlio.
Un uomo importava materiale dall'estero, ma siccome non importava a nessuno, questa storia non è mai stata raccontata.
Un uomo aveva i capelli sempre sporchi di polvere nonostante li tagliasse a spazzola.
La moglie apparteneva a una frangia estrema, talmente estrema che le copriva gli occhi e il naso. Il babbo e la mamma erano dei bovini con le corna molto intelligenti. Si dice in giro che li chiamassero i GeniTori.
Tutto d'un trotto arrivò un cavallo, il fantino era al centro e il cavallo alato. Il fantino si chiamava Salvo, detto anche "faccio un backup". Amava vagare eccitato nel bosco gridando allupo allupo. Aveva un intrigo con la compagna filosofa di Diabolik, tale Eva Kant, soprannominata "la vuota" da amici napoletani. Una sera Diabolik tornò da un colpo (in pratica era un rinculo) più presto del solito e il fantino dovette scappare a gambe levate...solo col tronco! Il tronco era pesante e molto spesso, non sempre, ma molto spesso e il povero fantino collassò. Nel frattempo il cavallo alato chiamò lo sceneggiatore perché voleva un ruolo più centrale nella storia e lo sceneggiatore si lasciò andare ad uno scatto d'iran, correndo verso il medio oriente. Il marito e la moglie iniziarono allora a nascondere i maglioni di lana per evitare un'altra guerra del golf. Il tempo fuori era sereno, sapeva di aver fatto il suo dovere, e quando il tempo ha fatto il suo dovere, è sereno.
Lo sceneggiatore era piuttosto agitato, st'ordito direi, infatti aveva perso del tutto la trama e non sapeva come chiudere questa cazzo di storia. Ci voleva un colpo di scena, ma diabolik era impegnato e allora decise di chiuderla così, con il più classico dei finali, senza star lì a tirarla per le lunghe, toccò la lunga stoffa che oscurava la finestra ed esclamò: "Teeend".
Giudizio dei critici:
Una storia che lascia il tempo che trova, cioè se c'è il sole lascia il sole, se piove lascia la pioggia.
Notizie Meteo:
Venti bocciati sul tempo orale, hanno avuto problemi con le domande a raffica.
Freddure:
Un orso bruno dice a un orso bianco: "ma che cazzo di sapone usi?".
martedì 30 ottobre 2007
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6 commenti:
E' un secolo che non ti lascio un commento sul blog ma questa merita davvero è GRANDE!!
...la diffonderò...iscriviti alla SIAE!
bacioni!
stef.
Vabbè, visto che non eviti di parlare di me alla fine non posso non lasciare un commento che, non essendo il secondo ma il primo, non fa che introdurmi a questo tuo spazio non ancora come assiduo lettore,non posso negarlo,non disdegnando però di temere di non trovar nulla di nuovo ogni volta che non resistendo vi accedo. Dunque non mi resta che sperare che tu non finisca di scrivere "abbraccio" non tenendo così solo per te la tua non comune capacità di non permettere ad alcuno di non ridere a perdifiato,pur non dicendo alcunchè di sensato....
Non posso non ringraziare Orso, per aver creato sicuramente la frase a più alta densità di negazioni nella storia della letteratura italiana.
*Se oltre all'affetto ci metti anche un po' di affettato (magari un 50 gr di prosciutto crudo)la storia sarebbe stata ancora più saporita...
un mese d'assenza non sarà un po' troppo?
Allora ti scrivo solo per dirti che se non avessi messo su quell'orrenda musichetta mentre leggevo la parte più divertente (ma solo perchè ne sentivo i racconti quotidianamente)forse avrei pensato di cambiare la mia decisione iniziale sul commento da lasciarti.Invece grazie alla tua canzoncina il mio commento rimane quello con il quale ti avevo minacciato.
Sei un pirla. Divertente, ma pur sempre un pirla.
Ciao
P
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